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La Nuova Frontiera del Prestito – Peer to Peer Lending

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La Nuova Frontiera del Prestito – Peer to Peer Lending




In un’Europa governata da banche impazzite che giocano i risparmi dei cittadini sui vari casinò della finanza internazionale (leggasi mercati) e che non prestano più soldi ai cittadini, stanno nascendo un po’ ovunque nuove opportunità per mettere in collegamento chi vuole prestare i suoi risparmi e chi ne abbisogna per la propria attività, questo senza l’intermediazione di alcun istituto di credito.

Uno dei primi fenomeni in rete in tal senso è stato il cosiddetto Crowdfunding, una raccolta di fondi on line che mobilita uomini e risorse, un micro finanziamento che permette al fundraiser di trovare tanti donatori che gli prestano piccolissimi importi.

TIPI DI CROWDFUNDING

 

Esistono diversi tipi di crowdfunding: il reward based, che prevede, in cambio di piccole donazioni, lo stesso prodotto come ricompensa, il donation based, che stabilisce vere e proprie donazioni utilizzate soprattutto dalle società senza scopo di lucro, il lending based, dei micro prestiti che prevedono micro interessi, l’equity based, che in cambio del finanziamento prevede la partecipazione agli utili (in pratica si diventa soci) e infine formule ibride, che prevedono tutti gli aspetti sopra considerati anche se in modo combinato.

 

EVOLUZIONE

 

L’evoluzione del crowdfunding è stato il cosiddetto peer to peer lending, un prestito tra privati su internet, dove il prestatore guadagna utili sull’attività d’impresa di chi riceve il denaro.

E’ un concetto antico che si fa nuovo, in quanto sin dall’antichità i privati si prestavano i soldi quando si conoscevano: ebbene, la differenza oggi è che non si conoscono, ma le piattaforme sulla rete garantiscono per questi collegamenti.
Gli attori in gioco, nei fatti, restano tre: il prestatore, colui che abbisogna e la piattaforma.

A ogni richiedente, in genere, viene affidato un tasso di rating che è frutto della combinazione sia delle variabili della centrale rischi sia del rischio d’impresa; più il rating è basso, minore sarà il tasso di interesse di rendimento.

Quando l’importo viene accreditato sul conto del richiedente, questi fornisce report sull’attività e – in genere – un ritorno del capitale più interessi che è periodico (in linea di massima mensile).

 

Peer to Peer Lending in Italia

 

 

I principali vantaggi del peer to peer sono tassi inferiori alla media (soprattutto per chi se lo merita, ed è giusto così) un modello creditizio trasparente dato che sai a chi vanno a finire i tuoi soldi, e un’ampia libertà di azione, sia a chi presta sia a chi riceve il capitale.

Secondo l’università di Cambridge, nel 2016, il peer to peer ha generato nella sola Europa un volume di scambi per 1,49 miliardi di sterline (1,65 miliardi di Euro), il 99% in più rispetto – per esempio – al 2014.
L’85% degli scambi fa capo oggi alla Gran Bretagna: seguono Francia, Germania e paesi scandinavi.
L’Italia, con i suoi 32 milioni di euro complessivi tra crowdfunding e peer to peer, è in una situazione di medietà.
Nel nostro paese, una delle piattaforme più attive per il peer to peer è la Borsa del Credito (vedi qui), dove le richieste di micro-credito da parte di piccole imprese artigiane, commercianti e negozianti s’incrociano con quelle dei privati che hanno dei risparmi, interessati a una forma di investimento alternativa e sana, dato che punta sulla valorizzazione della vera economia, ovvero proprio l’economia reale.

 

 

 

Questa piattaforma – autorizzata nel 2015 da Bankitalia – prevede una facile registrazione, dopodiché il prestatore dispone di un bonifico che verrà distribuito a chi ne ha bisogno. Si possono prestare porzioni del proprio investimento fino a 100 richiedenti, e il rendimento dei contratti va dal 3 al 10%, con un tasso medio del 5% annuo.

Di positivo in queste operazioni c’è che non bisogna aprire conti correnti, pagare bolli e via discorrendo, di negativo è che gli importi fanno comunque reddito, tanto è vero che bisogna dichiararli con l’aliquota che va dal 23% entro i 15mila euro al 43% per quelli superiori ai 75mila.

La chiave per il nostro futuro – a mio avviso – è un’educazione complessiva sulla genesi e sulla gestione del denaro, che preveda non solo i meccanismi sopracitati che, tra le altre cose, generano un senso di comunità cui tutti auspichiamo, ma anche e soprattutto il ripristino della sovranità monetaria popolare, a tutti i livelli.

 

 

 Link Sito Ufficiale : Borsa del Credito

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Gabriele Sannino
Gabriele Sannino

Scrittore e Giornalista . Sito Web Personale http://www.gabrielesannino.com

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